Errore. Bruxelles propone di sanzionare il patriarca Kirill.

Errore. Bruxelles propone di sanzionare il patriarca Kirill.

Errore pesante, uno dei tanti della Unione Europea.

Mischiare la politica con l’economia è purtroppo motivo di perdita della democrazia, come anche tirare in ballo cultura, sport e religione.

La Commissione europea ha proposto di sanzionare il capo della Chiesa ortodossa russa, il patriarca Kirill (ANSA)

Mi sembra una delle tante iniziative piu’ che opinabili e che rischiano di allargare il conflitto ( Giuseppe Criseo, Presidente di CASA DEGLI ITALIANI).

Cercare di fermare Putin con le sanzioni, potrebbe portare esiti tra chissà quanto tempo e invece la guerra deve cessare al piu’ presto, per gli ucraini che soffrono ma anche per gli stessi russi.

Gli europei in mezzo al guado, spinti dalla NATO, a misure drastiche che hanno pesanti ripercussioni sulle economie mondiali e non solo europee e russe.

E l’ONU fa poco o nulla.

Torniamo alla religione.

Le guerre politico/economiche fanno male, ma arrivare alla guerra religiosa è ancora peggio e rischia di rafforzare Putin al suo interno senza rafforzare l’attuale Papa.

Siamo così sicuri che Papa Francesco possa davvero avere qualche chance di successo?

Scavalcare gli ortodossi non è affatto un’idea brillante, caso mai il nostro Papa dovrebbe cercare di fare riflettere patriarca Kirill.

Kirill è a capo di una Chiesa che assomma 150 milioni di fedeli, circa la metà del mondo ortodosso. (Corriere) e ha un peso “politico” non indifferente a differenza del nostro.

Il “tono sbagliato” usato nei confronti di Putin:

papa Francesco, nell’intervista al Corriere della Sera, “ha travisato la sua conversazione con il patriarca Kirill” e ha “scelto il tono sbagliato”

È improbabile che tali dichiarazioni possano contribuire all’instaurazione di un dialogo costruttivo tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa russa, che è particolarmente necessario in questo momento”.

Papa Francesco ha usato il “noi”:

 il Pontefice, “ho ascoltato e gli ho detto: di questo non capisco nulla. Fratello, noi non siamo chierici di Stato, non possiamo utilizzare il linguaggio della politica ma quello di Gesù. Siamo pastori dello stesso santo popolo di Dio. Per questo dobbiamo cercare vie di pace, far cessare il fuoco delle armi”.

Il noi è stato inteso come una presa di posizione comune alle religioni, scavalcando il patriarca russa.

Il Papa è naturalmente contro la guerra

Krill aveva detto:

«Lo Stato riconosce che il benessere terreno è inconcepibile senza l’osservanza di determinate norme morali, di quelle stesse che sono indispensabili anche per la salvezza eterna dell’uomo.

Per questo gli obiettivi e l’attività della Chiesa e dello Stato possono coincidere non solo per quanto riguarda la ricerca di una prosperità puramente terrena, ma anche per la realizzazione della missione salvifica della Chiesa».

Ma logicamente, i due altri rappresentanti avrebbero dovuto concordare ( SE POSSIIBILE) gli intenti; muoversi così non ha portato nulla di buono

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