Letta chiedeva aiuto a Putin

Letta e non era il solo, chiedeva aiuto a Putin

Letta chiedeva l’appoggio e il sostegno a Putin il 26 novembre 2013

Era il vertice Italia-Russia. “Noi abbiamo un drammatico bisogno di crescere, di creare posti di lavoro.

C’è una ripresa da agganciare e in questo senso il rapporto con la Russia ci può dare posti di lavoro in settori per noi strategici“,

disse all’epoca Letta al termine del faccia a faccia con il presidente russo.. “

Oggi Letta afferma:

“Io e il Pd dall’inizio siamo per la linea più dura possibile sulle sanzioni. Vuol dire essere sicuri che tutto ciò che finalmente si sta decidendo ora diventi operativo.

Il blocco di Swift, il sistema dei pagamenti, alla lunga metterà in ginocchio il sistema finanziario russo.

E non è l’unico ad aver cambiato idea, sia chiaro

Ricordiamo la maglietta con stampata la faccia di Putin, accompagnata dalla frase: “Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin!”

. Era il 2015 e il presidente della Repubblica era appena stato eletto per la prima volta

E che dire di Berlusconi:

Il racconto di Mule’

 “Ho sentito Silvio Berlusconi – racconta Mulè ai microfoni della trasmissione – è preoccupatissimo ed è quasi terrorizzato da quel che sa accadendo, non è che fa fatica ma proprio non riconosce in Vladimir Putin la persona che aveva conosciuto e che aveva portato, ad esempio, a Pratica di Mare a stringere la mano a George W. Bush per un accordo storico”. 

Anche Putin non scherza:

“I rapporti italo-russi hanno una storia molto ricca e si basano su buone tradizioni di amicizia e rispetto reciproco”, scrive Putin a Mattarella.

Era il momento dell’elezione di Mattarella.

E Renzi?

San Pietroburgo, incontro Renzi – Putin (17/06/2016) ” penso e spero che potremo fare un buon lavoro nel nostro incontro” dice il marpione, Presidente del Consiglio italiano.

incontro Renzi Putin

Cos’è cambiato nel frattempo, Putin è impazzito? Di sicuro non avrebbe dovuto attaccare l’Ucraina mettendo a rischio i civili e provocando un esodo di tantissime persone.

Sta bleffando e si fermerà presto, o lo faranno fermare i suoi, alla fine il dio denaro prende il sopravvento.

Ricordiamo gli affari dei russi a Londra come i legami tra le banche italiane e la Russia, e tanti russi che comprano case in Sardegna (fratelli Musa e Mavlit Bazhaev).

Altri esempi?

l’uscita del colosso Rosneft dalla Saras, il gruppo petrolifero controllato dalla famiglia Moratti che ha la sua base operativa a Sarroch, nella città metropolitana di Cagliari.

L’addio definitivo risale al gennaio 2017, quando Rosneft decise di vendere il proprio 12% restante nella compagnia di raffinazione sarda.

Le banche italiane in affari con la Russia

 Il presidente di Intesa Sanpaolo Russia auspicava che Mosca tornasse “tra le destinazioni prioritarie delle imprese italiane”.

E infine ” Unicredit, che risulta essere la terza banca più coinvolta a livello europeo con un’esposizione di 14,2 miliardi di euro (pari al 2,6% dell’esposizione creditizia del gruppo)

Mentre gli Rwa sono 9,4 miliardi di euro (il 3% del totale).

Non c’è solo il gas c’è molto di piu’ in gioco.

La smettano e pensino a sfamare i loro popoli, le manie imperaliste americane ( ricordiamo lo sterminio degli indiani), russe, cinesi ecc. sono fuori dal tempo.

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