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Bergamo, Arcene choc: rubato il tetto in rame della scuola materna Giovanni XXIII

 

Bergamo, furto choc ad Arcene: sparisce il tetto della scuola materna

 

A Bergamo una notizia che ha dell’incredibile sta facendo il giro della provincia e non solo. Ad Arcene, piccolo comune della Bassa Bergamasca, è stato rubato l’intero tetto in rame della scuola dell’infanzia Giovanni XXIII. La scoperta è avvenuta lunedì 28 settembre, alla riapertura dopo il weekend, quando maestre e bambini sono entrati a scuola e hanno trovato la copertura smontata.

 

Un colpo clamoroso, messo a segno nella notte tra domenica 27 e lunedì 28 settembre, che ha lasciato senza parole la comunità bergamasca. I ladri, evidentemente a caccia di rame e bronzo, hanno agito indisturbati per ore, smontando praticamente tutta la copertura dell’edificio parrocchiale e portando via il bottino, lasciando solo alcuni elementi della struttura abbandonati nel giardino.

 

Anche a Bergamo i furti di rame sono un fenomeno noto, ma mai si era arrivati a un gesto così eclatante contro una scuola materna. Ora indagano i carabinieri.

 

Bergamo, cosa è successo alla scuola materna di Arcene

 

La brutta sorpresa è avvenuta ieri mattina, alla scuola dell’infanzia Papa Giovanni XXIII di Arcene. Quando le maestre e i bambini sono entrati nell’edificio, si sono accorti che qualcuno aveva rubato il tetto. La banda di ladri, in azione nel fine settimana, era a caccia di rame e bronzo: la scuola materna, che fa capo alla parrocchia, ha la copertura in metallo.

 

Secondo le prime ricostruzioni, l’intero tetto in rame della scuola dell’infanzia Giovanni XXIII di Arcene è stato smontato e rubato: il consistente furto è stato messo a segno nella notte tra domenica e lunedì da ignoti che devono aver operato a lungo, visto che praticamente tutta la copertura della scuola materna è stata portata via.

 

Non si è trattato di un furto lampo. Per smontare una copertura di quelle dimensioni servono tempo, strumenti adeguati, almeno un furgone e più persone.

Gli investigatori ritengono che la banda abbia agito con estrema professionalità, sapendo esattamente cosa cercare e come farlo senza farsi notare. Dalla strada, infatti, la copertura non si vedeva, il che ha facilitato l’azione indisturbata.

 

Oltre al tetto, sono stati danneggiati anche alcuni giochi esterni e gli spazi del giardino della scuola. Il personale ha trovato gran parte della copertura in rame smontata e diversi elementi della struttura lasciati nel giardino.

 

Bergamo, la scoperta dei bambini e delle maestre

 

Maestre e bambini arrivano a scuola per cominciare le lezioni e si accorgono che il tetto non c’è più. È quanto accaduto in una scuola d’infanzia ad Arcene, in provincia di Bergamo. A raccontare l’accaduto è stato proprio il team dell’istituto che ha condiviso sul profilo Facebook le foto del furto e del tetto svuotato.

 

Le immagini postate sui social mostrano una struttura scoperchiata, con le travi a vista e lamiere divelte.

Un colpo al cuore per una comunità che vede nella scuola materna parrocchiale un punto di riferimento educativo e sociale. La coordinatrice, intervistata dai media locali, ha dichiarato: “Per ora la scuola è regolarmente aperta, ma speriamo non piova”.

 

La scuola d’infanzia di Arcene, in provincia di Bergamo, è stata danneggiata durante il fine settimana. Quando maestre e bambini sono arrivati per l’inizio delle lezioni, hanno trovato il tetto gravemente compromesso e, secondo quanto riferito dall’istituto, in parte svuotato.

 

La scelta di mantenere aperta la scuola è stata presa per non creare ulteriori disagi alle famiglie, ma le condizioni sono precarie. In caso di maltempo, le attività dovranno essere sospese. Il Comune e la parrocchia stanno già cercando una copertura provvisoria.

 

Indagini dei carabinieri a Bergamo: caccia alla banda del rame

 

Sul posto sono in corso indagini da parte delle forze dell’ordine. Il furto ha coinvolto una parte significativa della struttura, causando danni alla copertura. Nessuna persona è stata ancora identificata o fermata. Le autorità stanno verificando eventuali immagini di telecamere di sorveglianza della zona.

 

Indagano i carabinieri della Compagnia di Treviglio, che hanno già avviato una serie di accertamenti.

Si sta cercando di capire come sia stata portata via una quantità così ingente di materiale e dove sia stato rivenduto. Il rame rubato ha un valore di mercato che oscilla, ma per un tetto intero si parla di diverse migliaia di euro, fino a 10.000 euro secondo alcune stime emerse dopo un colpo simile a Barzana.

 

L’ipotesi più accreditata è che dietro ci sia una banda specializzata, la stessa che negli ultimi mesi ha colpito in diversi comuni della provincia di Bergamo.

Solo una settimana dopo il furto di Arcene, l’altra notte i ladri sono entrati di nuovo in azione nello stesso paese: stavolta hanno preso di mira il cimitero, rubando il rame delle coperture.

 

A Barzana, strade sbarrate dalle auto per il raid della banda del rame, con un colpo pianificato nei dettagli. Il modus operandi è sempre lo stesso: bloccare le vie di accesso, operare di notte, smontare con precisione e fuggire prima dell’alba.

 

Bergamo e l’emergenza furti di rame: un fenomeno in crescita

 

Quello di Arcene non è un caso isolato. In tutta la provincia di Bergamo si registra da mesi un’escalation di furti di rame. Cimiteri, aziende, capannoni industriali, grondaie di edifici pubblici: nulla viene risparmiato.

 

Il rame è diventato oro rosso. Il prezzo alle stelle sui mercati internazionali ha reso questo metallo appetibilissimo per la criminalità. Le bande lo rivendono a ricettatori compiacenti, spesso all’estero, dove viene fuso e reimmesso nel mercato legale.

 

Il problema riguarda da vicino anche le parrocchie bergamasche.

Molte chiese e oratori, come la scuola Giovanni XXIII di Arcene, hanno coperture in rame per la loro durabilità. Ora questa caratteristica le rende bersagli.

 

La Curia di Bergamo ha già invitato tutte le parrocchie a potenziare i sistemi di videosorveglianza e a valutare coperture alternative o sistemi di allarme specifici per i tetti. Ma i costi sono alti e non tutte le realtà possono permetterselo.

 

La reazione della comunità di Arcene

 

Arcene è un paese di circa 5.000 abitanti, molto legato alla sua scuola materna. La Giovanni XXIII accoglie oltre 100 bambini ed è gestita da personale laico e religioso con il supporto di volontari. La notizia del furto ha scatenato una gara di solidarietà.

 

Centinaia di commenti sui social, messaggi di vicinanza, offerte di aiuto. Molti artigiani locali si sono detti disponibili a lavorare gratuitamente per ripristinare il tetto. L’amministrazione comunale ha convocato una riunione urgente con la parrocchia e i carabinieri per fare il punto sulla sicurezza.

 

Il sindaco ha parlato di “atto gravissimo e vergognoso, che colpisce i più piccoli”. Parole dure, che riflettono il sentimento di tutta la provincia di Bergamo. Rubare il tetto di un asilo significa mettere a rischio l’incolumità dei bambini e privare una comunità di un servizio essenziale.

 

Quanto costa ricostruire il tetto? I danni per la scuola

 

Al momento non c’è ancora una stima ufficiale dei danni, ma si parla di diverse decine di migliaia di euro. Non solo per il valore del rame rubato, ma per i danni strutturali causati dallo smontaggio violento, per l’impermeabilizzazione compromessa e per i costi di una nuova copertura.

 

La scuola è stata temporaneamente chiusa per i lavori di riparazione, secondo alcune fonti, anche se la direzione sta facendo il possibile per garantire la continuità didattica in spazi alternativi dell’oratorio.

 

L’assicurazione coprirà solo una parte delle spese. Per questo la parrocchia ha lanciato una raccolta fondi straordinaria. L’IBAN è stato pubblicato sulla pagina Facebook della scuola e in molti hanno già iniziato a donare.

 

Sicurezza a Bergamo: cosa si può fare

 

Il caso di Arcene riapre il dibattito sulla sicurezza nelle aree della Bassa Bergamasca. I cittadini chiedono più controlli, più telecamere, più pattugliamenti notturni. I carabinieri assicurano il massimo impegno, ma il territorio è vasto e le risorse limitate.

 

Gli esperti consigliano di installare sistemi di illuminazione con sensori di movimento sui tetti, antifurto con vibrazione per le coperture metalliche e telecamere con visione notturna collegate direttamente alle centrali operative.

 

Ma la vera soluzione, sottolineano dalla Prefettura di Bergamo, è colpire la filiera del riciclaggio illegale. Senza ricettatori disposti a comprare rame rubato, i furti diminuirebbero drasticamente. Per questo sono in corso controlli a tappeto sui centri di raccolta metalli della provincia.

 

La speranza è che le indagini sull’episodio di Arcene possano portare presto a un risultato e che i responsabili vengano assicurati alla giustizia, restituendo un senso di sicurezza a una comunità ferita.

 

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Bergamo choc ad Arcene: rubato il tetto in rame della scuola materna Giovanni XXIII. Maestre e bambini senza copertura, indagano i carabinieri.

 

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Di admin