SCUOLA, MAFFIOLI (LEGA): DA BRUXELLES SOLO PAROLE, RISPONDIAMO COI FATTI: CORSI DI LINGUA, VERA INTEGRAZIONE

La deputata leghista interviene dopo il richiamo dell’Ue sulla non discriminazione e difende la linea del ministro Valditara sulla scuola.

ROMA – Mentre il Governo interviene per affrontare le difficoltà concrete delle nostre scuole, da Bruxelles arriva il richiamo alla non discriminazione a scuola. Come al solito, invece di guardare a quello che ogni giorno affrontano studenti e insegnanti italiani, l’Unione europea preferisce impartire lezioni senza misurarsi con la realtà delle nostre classi.

Lo dichiara in una nota la deputata della Lega Manuela Maffioli, intervenendo sul dibattito riguardante la gestione delle classi e l’integrazione scolastica.

La questione della scuola non è la nazionalità degli studenti, ma garantire a tutti le migliori condizioni per imparare, a partire dalla conoscenza della lingua italiana. Evitare classi troppo numerose e difficili da gestire significa tutelare il diritto allo studio, perché a pagare il prezzo delle difficoltà sono soprattutto gli studenti e gli insegnanti, prosegue Maffioli.

La Lega sostiene la scelta del ministro Valditara: le regole servono a garantire una scuola che funzioni, non a creare divisioni nella scuola. L’integrazione passa prima di tutto dalla lingua e dalla possibilità per ciascuno di partecipare davvero al percorso scolastico, conclude la parlamentare leghista.

La posizione della deputata si inserisce nel solco della linea del Carroccio sulla scuola, che punta su corsi di lingua italiana potenziati e su una gestione delle classi che tenga conto delle reali esigenze didattiche, per garantire una vera integrazione e non solo formale.

COMMENTI DEI LETTORI sulla scuola

 

Giuseppe da Milano: Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno. Gli insegnanti sono lasciati soli in classi impossibili.

Elena T.: Ma Bruxelles cosa ne sa delle nostre scuole? Vengano a vedere cosa succede a Roma e Milano prima di parlare.

Francesco R.: Giusto, la lingua prima di tutto. Senza italiano non c’è integrazione, è buon senso.

 

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