Galliciano’ celebra la capra dell’Aspromonte, mostra, prodotti tipici e tarantella nel cuore dell’Area Grecanica
Un’intera giornata dedicata alla civiltà pastorale, alla cultura grecanica e alle eccellenze enogastronomiche nel borgo più ellenofono d’Italia, Galliciano’, Condofuri.
CONDOFURI – Galliciano torna a essere il cuore pulsante dell’Area Grecanica. Nel borgo di appena 60 abitanti, frazione di Condofuri e conosciuto come l’Acropoli della Magna Grecia, si è celebrata la capra dell’Aspromonte, simbolo di una cultura millenaria che resiste tra le pietre, la lingua grecanica e la musica della tarantella.
L’evento, che ha richiamato visitatori da tutta la Città Metropolitana di Reggio Calabria e numerosi turisti, ha messo al centro un prodotto che è molto più di un alimento: è identità, storia e futuro per le aree interne dell’Aspromonte.
La festa della capra, custode di tradizioni e biodiversità
Protagonista assoluta è stata la capra aspromontana, razza autoctona che rappresenta una delle eccellenze del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Una razza rustica, adattata ai pascoli difficili, dalla cui filiera nascono carni pregiate, formaggi a latte crudo, ricotte e salumi tradizionali. Particolare attenzione è stata dedicata anche al cosiddetto Drago d’Aspromonte, la rara capra con quattro corna dovuta a una mutazione genetica, attorno alla quale ruotano leggende, miti e racconti di pastori.
La manifestazione ha preso vita tra le viuzze acciottolate del borgo, affacciato sulla fiumara Amendolea a 621 metri di altitudine, dove ancora si parla il greco di Calabria e dove le insegne sono scritte in italiano e in grecanico.
Il programma: dalla mostra alla tarantella in piazza
La giornata si è aperta con la mostra dei prodotti tipici e degli antichi mestieri. Nel piccolo museo etnografico sono stati esposti gli strumenti della vita pastorale: musulupare, i tradizionali stampi per il formaggio, zampogne realizzate con pelle di capra, lire calabresi e telai per la lavorazione della ginestra.
Spazio poi alla gastronomia con degustazioni guidate. Tra i piatti più apprezzati i maccarruni cu sucu da crapa, la pasta fatta a mano con il sugo di capra, la capra alla vutacula cotta lentamente con cipolla e alloro, i formaggi caprini, la paratiri e i salumi di maiale nero d’Aspromonte, accompagnati dal pane di segale e dal vino locale.
Nel pomeriggio, l’anfiteatro intitolato al Patriarca Bartolomeo I ha ospitato incontri con allevatori, rappresentanti del Parco Nazionale dell’Aspromonte e del Gal Terre Locridee, per discutere di filiera corta, presidio Slow Food e valorizzazione delle aree interne.
A chiudere la giornata, la musica. Le note dell’organetto, del tamburello e della zampogna hanno dato vita alla tradizionale rota di tarantella grecanica. Come vuole la tradizione di Galliciano, facimmo a rota, tutti in cerchio, guidati dal mastro di ballo, tra canti in grecanico e danze che hanno coinvolto grandi e piccoli.
Un borgo che resiste e insegna
Galliciano, con le sue case in pietra, la chiesa di San Giovanni Battista e la chiesetta ortodossa della Madonna dei Greci, si conferma non solo un borgo da visitare, ma un modello di resilienza culturale. Qui l’ospitalità, la xenia greca, è ancora un valore vivo.
Celebrare la capra significa celebrare chi ha scelto di restare, di allevare in montagna, di mantenere viva una lingua e una tradizione che il glottologo Gerhard Rohlfs faceva risalire direttamente ai coloni della Magna Grecia.
Un evento che lega quindi enogastronomia, turismo sostenibile e tutela di un patrimonio UNESCO immateriale, e che proietta Galliciano come porta d’accesso autentica alla Calabria greca.
———————-
Per aggiornamenti su economia internazionale, imprese e scenari globali segui www.varesepress.info. Approfondimenti su politica, istituzioni e relazioni internazionali su www.casadeglitaliani.it. Storie di innovazione, lifestyle e curiosità dal mondo su www.loveintheworld.love. Entra nel canale Telegram con le nostre notizie nazionali e locali https://t.me/news24oggi