40 anni karate inclusione, la festa della C.K.O.S.S. Polihandy A.S.D. con Regione Lombardia

40 anni karate inclusione è molto più di un anniversario. È una storia di passione che ha preso forma a Oggiona con Santo Stefano. Oggi ho avuto il piacere di festeggiare i 40 anni della C.K.O.S.S. Polihandy A.S.D. e di salutare tanti ragazzi straordinari. Attraverso il karate ci insegnano il valore dell’impegno, del rispetto e dell’inclusione.

Parlare di 40 anni karate inclusione significa raccontare un club nato piccolo e diventato grande. La C.K.O.S.S. Polihandy A.S.D. è il Club Karate di Oggiona con Santo Stefano. Da quattro decenni forma atleti, educatori e persone. Lo fa con disciplina, sorriso e porte aperte.

Vivere 40 anni karate inclusione vuol dire toccare con mano cosa accade quando lo sport abbatte le barriere. I ragazzi sul tatami mostrano concentrazione, aiuto reciproco, gioia. Ognuno con il proprio ritmo. Ognuno con il proprio talento. Tutti parte della stessa famiglia.

Come Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, è sempre una grande emozione incontrare realtà che, attraverso lo sport, fanno crescere persone e comunità. Lo ha ricordato Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia, presente alla festa. Le istituzioni devono avvicinare più persone alla cultura. Lo sport è cultura.

40 anni karate inclusione, una storia nata a Oggiona con Santo Stefano

Tutto inizia nel 1985. Un piccolo gruppo di appassionati apre una palestra. L’obiettivo è insegnare karate tradizionale. Con il tempo l’obiettivo si allarga. Il Maestro Rolando Gaido intuisce una strada nuova. Unire karate olimpico e parakarate. Dare spazio a chi spesso resta fuori.

La sede di Oggiona diventa laboratorio. Si studiano kata adattati. Si creano metodi didattici accessibili. Si coinvolgono famiglie, scuole, volontari. La società cresce nei numeri e nei valori. Oggi Polihandy è iscritta ai registri FIJLKAM e CSEN. Partecipa a gare nazionali e internazionali.

Il nome Polihandy racconta già tutto. Poli come polis, comunità. Handy come abile, capace. Un gioco di parole che ribalta lo sguardo. Non si parla di disabilità. Si parla di abilità diverse che si incontrano sul tatami.

Quarant’anni sono tanti. Significano generazioni di cinture bianche diventate nere. Significano ex allievi diventati istruttori. Significano genitori che hanno visto i figli crescere più sicuri.

Rolando Gaido e Delia Piralli, maestri di vita oltre che di tatami

Alla base di questa storia ci sono persone. Il Maestro Rolando Gaido guida la C.K.O.S.S. Polihandy A.S.D. da sempre. Presidente, tecnico, educatore. Con lui c’è Delia Piralli, coordinatrice nazionale CSEN per il settore karate. Una figura di riferimento per l’organizzazione di coppe e trofei.

Rolando insegna il kata UNSU dello stile Shotokan. Spiega ogni movimento con pazienza. Lavora su equilibrio, respiro, coordinazione. Delia coordina attività, contatti, trasferte. Tiene insieme una rete che va da Varese a Budapest.

Il loro metodo è semplice. Prima la persona, poi l’atleta. Prima il rispetto, poi la tecnica. Questo approccio ha portato risultati. Otto parakarateka al Trofeo Italia di Eboli hanno conquistato sei ori e due argenti. Una festa del karate olimpico e parakarate che resta nella memoria.

Lo scorso 14 giugno la Polihandy ha conquistato l’Inghilterra. Alla HX Karate Cup 2025 di Huddersfield gli atleti hanno mostrato ottime performance. Hanno portato in alto il nome di Oggiona e della Lombardia.

Lino e i ragazzi straordinari che insegnano rispetto e impegno

Alla festa dei 40 anni c’era anche Lino. Volontario storico, presenza discreta e fondamentale. Con lui tanti ragazzi straordinari. Atleti con sindrome di Down, membri da lungo tempo della Nazionale Italiana di Parakarate. Ragazzi che attraverso il karate insegnano agli adulti cosa significa non mollare.

Salutarli è stata un’emozione forte. Hanno mostrato kata con precisione. Hanno aiutato i più piccoli. Hanno applaudito ogni compagno. In loro si vede il valore dell’impegno quotidiano.

Lo sport unisce davvero. Abbatte barriere linguistiche, fisiche, sociali. Insegna valori che durano una vita. Rispetto per l’avversario. Rispetto per il Maestro. Rispetto per se stessi.

Grazie a Lino, a Delia Piralli, al Maestro e a tutti i ragazzi per la splendida accoglienza. Parole semplici che dicono tutto. Accoglienza significa sentirsi a casa. Significa trovare un posto dove ognuno può essere se stesso.

Francesca Caruso, Regione Lombardia celebra lo sport che unisce

La presenza di Regione Lombardia non è casuale. L’Assessore alla Cultura Francesca Caruso ha voluto esserci. Ha portato il saluto del Presidente Attilio Fontana. Ha ricordato che cultura è investimento. Leva economica e sociale per il territorio.

In passato tre atleti Polihandy sono stati ricevuti al Pirellone dal Presidente Fontana. Un evento storico per il movimento. Atleti della Nazionale, con sindrome di Down, accolti nelle istituzioni. Un messaggio potente di inclusione.

Francesca Caruso insiste su un punto. Le istituzioni culturali devono avvicinare il maggior numero di persone alla cultura. Lo sport è cultura. Il karate è cultura. Insegna tradizioni, linguaggio del corpo, disciplina mentale.

Regione Lombardia sostiene progetti che uniscono sport e inclusione. Residenze artistiche, impianti accessibili, percorsi formativi. La festa dei 40 anni di Polihandy è un esempio concreto. Mostra cosa accade quando comunità e istituzioni camminano insieme.

Parakarate, medaglie e nazionale, il modello Polihandy

Polihandy è oggi una realtà affermata a livello nazionale. Ma sa farsi valere anche all’estero. Budapest, Slovacchia, Repubblica Ceca, Inghilterra. Inviti prestigiosi arrivano da università e federazioni. L’Università di Scienze Motorie di Budapest ha ospitato un seminario interno sull’inclusione.

Durante quell’esperienza gli atleti hanno partecipato ad attività di Pet Therapy, Art Therapy e Painting Room. Hanno lavorato non solo sul piano sportivo. Hanno lavorato su quello psicofisico e relazionale. Un modello che unisce BuDo, sport, cultura, inclusione e sostenibilità.

Allesina e Buwalda hanno dominato in Egitto. Risultato storico per il parakarate italiano. La massima inclusione, spiega Gaido, è far gareggiare parakarateka e karateka normodotati nello stesso Mondiale. Dona sensazione di integrazione vera. Rispetta il principio di uguaglianza.

Il Trofeo Italia resta un appuntamento fondamentale. Kata, abilità richieste, giudizio tecnico. Ma anche sorrisi, abbracci, amicizia. La classifica delle società FIJLKAM vede Polihandy tra le realtà più attive in Lombardia.

Perché lo sport inclusivo fa crescere persone e comunità

Lo sport inclusivo non è un favore. È un diritto. Permette a ogni persona di esprimere potenziale. Offre strumenti per autonomia, partecipazione, autostima.

Il karate aiuta in questo percorso. Insegna controllo, attenzione, memoria. Richiede ripetizione. Premia la costanza. Non serve essere i più forti. Serve essere presenti.

Le famiglie trovano in Polihandy una seconda casa. Trovano supporto, ascolto, condivisione. Trovano una rete che non giudica. Che accompagna.

La comunità di Oggiona con Santo Stefano cresce con la palestra. Volontari, sponsor, scuole collaborano. Dimostrazione di karate durante le feste locali. Progetti con le primarie. Incontri con le associazioni.

Cosa significa praticare karate inclusivo ogni giorno

Praticare karate inclusivo significa adattare senza abbassare. Significa trovare la chiave giusta per ogni atleta. Un gesto più lento. Una spiegazione visiva. Un compagno che guida.

Significa allenare il corpo e la mente. Respirare insieme. Iniziare e finire con il saluto. Rispettare il dojo. Rispettare i tempi di tutti.

Significa celebrare ogni cintura. Ogni piccolo progresso. Ogni kata imparato. Non esiste risultato piccolo quando c’è impegno grande.

Come partecipare alle attività di Polihandy

Chi vuole avvicinarsi può contattare la sede di Oggiona con Santo Stefano. Corsi per bambini, ragazzi, adulti. Percorsi di parakarate con istruttori qualificati. Lezioni aperte per provare.

Serve solo curiosità. Voglia di mettersi in gioco. Un kimono bianco e tanta voglia di imparare. Il resto lo fa il gruppo.

La storia di 40 anni karate inclusione continua. Con nuovi progetti internazionali. Con nuove medaglie da conquistare. Con nuovi ragazzi da accogliere.

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Quarant’anni di karate sono un traguardo. Ma anche una partenza. Polihandy guarda avanti con la stessa passione di sempre. Con Lino, Delia, Rolando e tutti i ragazzi straordinari che insegnano al mondo che lo sport unisce davvero.

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