Scintille FDI Lega sulla Fornero ( ANSA). Il fisco divide autonomi e dipendenti
Scintille nella maggioranza sulla legge di bilancio 2027. A poche ore dal varo in Consiglio dei Ministri la manovra fa già discutere. Il testo non è ancora depositato, arriverà in Parlamento tra sabato e domenica, ma gli annunci bastano a far scattare lo scontro tra Fratelli d’Italia e Lega sulla Fornero e sul fisco che divide autonomi e dipendenti.
E’ l’ultima manovra della legislatura, vale circa 26 miliardi di euro e tocca sanità, fisco, famiglie, pensioni e imprese. E proprio sulle pensioni si apre la prima crepa.
Scintille FDI Lega sulla Fornero: cosa sta succedendo davvero
La Lega dà per fatto il superamento della legge Fornero. Fratelli d’Italia gela tutti. A frenare è Marco Osnato, deputato di FDI e presidente della Commissione Finanze, che dice chiaramente che non c’è una contrarietà di fondo alla riforma, ma per toccare la Fornero è meglio aspettare quando ci sarà un momento di maggiore serenità economica in Italia.
La proposta di FDI è spostare gli 850 milioni di euro del fondo pensioni già inserito in manovra su altre misure. La cifra c’è e non si butta via. L’idea è usarla per aiutare i lavoratori usuranti, altrimenti sarà sempre destinata a misure sociali. Un segnale che la Lega non vuole incassare, perché il superamento della Fornero è una battaglia identitaria.
Forza Italia non si sbilancia. Antonio Tajani dice che il fondo è stato fatto per vedere cosa si farà e che bisogna andare nella giusta direzione. La priorità per FI, in vista dell’esame parlamentare, resta la previdenza dedicata per le forze dell’ordine.
Scintille FDI Lega sulla Fornero e il rischio braccio di ferro in Parlamento
Lo scontro sulla Fornero rischia di trasformarsi in un braccio di ferro durante l’esame in Parlamento. La Camera ha già tracciato un primo timing dei lavori. Audizioni fissate tra il 5 e il 12 novembre, termine per gli emendamenti ipotizzato per il 17 novembre.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni difende l’impostazione e dice che la manovra fa delle scelte e non distribuisce risorse a pioggia. Abbiamo scelto di stare dalla parte di chi lavora, di chi fa figli, di chi vuole restare, rivendica la premier. Un messaggio per tenere unita la maggioranza mentre le tensioni crescono.
Il fisco divide autonomi e dipendenti: flat tax a 100 mila euro contro Irpef a 50 mila
Il secondo fronte che divide è il fisco. Da una parte c’è l’estensione della flat tax per gli autonomi fino a 100 mila euro, con l’innalzamento del tetto del regime forfettario al 15 percento dagli attuali 85 mila euro. Dall’altra c’è il taglio dell’Irpef per i redditi tra 50 mila e 55 mila euro, con l’estensione dell’aliquota al 33 percento.
Secondo i primi calcoli della Cgil l’effetto delle misure fiscali su autonomi e dipendenti appare sproporzionato. Un professionista con un reddito lordo da 100 mila euro pagherà 8.658 euro di Irpef, mentre un lavoratore dipendente con un reddito da 51 mila euro lordi ne pagherà quasi il doppio, 14.030 euro. Il primo risparmierà circa 10 mila euro all’anno ed eviterà le addizionali locali, il secondo 100 euro all’anno.
Il sostegno al ceto medio si traduce così in pochi spiccioli e una disparità che non potrebbe essere più clamorosa, dice il segretario confederale Cgil Christian Ferrari. Al 92 percento di lavoratori e pensionati non dà alcuna risposta. La manovra penalizza lavoratori dipendenti e pensionati del ceto medio.
Fisco e autonomi: cosa cambia per le partite IVA con la manovra
Per le partite IVA e i lavoratori autonomi si va verso l’innalzamento del tetto del forfettario a 100 mila euro, a fronte dell’introduzione dell’obbligo di rendicontazione IVA. La misura è stata chiesta da tempo dal centrodestra e trova il via libera del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha risposto con un tendenzialmente sì all’estensione.
La Cisl con Daniela Fumarola avverte però che il forfettario a 100 mila euro assorbe grandi risorse e allarga i divari. A parità di reddito aumenta la distanza tra gli autonomi fermi al 15 percento e dipendenti e pensionati che arrivano a pagare fino al 43 percento. Per i sindacati la manovra crea due pesi e due misure.
Le critiche delle opposizioni e lo sciopero generale del 20 novembre
Le opposizioni sparano a zero sulla manovra. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, dice che l’unica buona notizia è che sarà l’ultima manovra di questo governo. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, parla di una lotteria di micromisure per microplatee. Cecilia Guerra, capogruppo Pd in Commissione Bilancio alla Camera, conta oltre 6 miliardi di misure una tantum o temporanee.
La Cgil ha confermato la mobilitazione e lo sciopero generale per il 20 novembre. Maurizio Landini giudica la manovra ingiusta nei confronti di dipendenti e pensionati del ceto medio. La tensione sociale si aggiunge a quella politica, con un calendario parlamentare già stretto.
Cosa succede adesso con la manovra Fornero e fisco
Il testo della manovra arriverà tra sabato e domenica. Poi partiranno le audizioni e la corsa agli emendamenti. Il nodo Fornero e il nodo fisco che divide autonomi e dipendenti saranno i due terreni su cui si giocherà la tenuta della maggioranza.
Da un lato Fratelli d’Italia vuole tenere i conti e spostare risorse sui lavori usuranti e sulle misure sociali. Dall’altro la Lega vuole portare a casa il simbolo del superamento della Fornero. In mezzo Forza Italia prova a mediare e a inserire la previdenza per le forze dell’ordine.
Le scintille FDI Lega sulla Fornero non sono solo un dettaglio tecnico. Sono il termometro di una maggioranza che sull’ultima manovra della legislatura si gioca credibilità, consenso del ceto medio e promesse fatte agli elettori. Il fisco che divide autonomi e dipendenti rischia di diventare il vero caso politico dell’autunno.
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