Si, è vero. E i numeri sono stati verificati da un’inchiesta del Corriere dell’Umbria di agosto 2026, la stranezza del prezzo del carburante a Malta.
Cosa succede davvero a Malta
Malta non ha petrolio e non ha nemmeno una raffineria. Importa tutti i prodotti petroliferi già raffinati dall’estero.
Nel 2024 ha importato 2,25 milioni di tonnellate di prodotti raffinati categoria doganale HS 2710 – benzina, diesel, kerosene.
Quasi il 39% di questi prodotti raffinati proviene direttamente dall’Italia, per un totale di 877.326 tonnellate e un valore che supera i 551 milioni di dollari. In particolare dai poli petrolchimici della Sicilia.
Malta li trasporta via mare, li stocca e poi li rivende agli automobilisti a prezzi fissi molto più bassi dei nostri.
Il confronto prezzi – 28 agosto 2026:
- Gasolio a Malta: 1,21 euro al litro – prezzo bloccato e sussidiato dallo Stato maltese
- Gasolio in Italia: 2,131 euro al litro – media nazionale MIMIT
- Divario: -0,92 euro al litro – Malta paga quasi la metà
- Su un pieno da 50 litri: Malta circa 60 euro, Italia circa 106 euro
Benzina a Malta 1,34 euro contro circa 2 euro in Italia.
Perché non è questione di tasse:
È falso che Malta abbia accise più basse. Malta ha il peso fiscale percentuale più alto d’Europa sui carburanti: 54,3% sul gasolio e 56,3% sulla benzina – più dell’Italia (43,7% e 51,9%).
Il segreto maltese – cosa fa di diverso:
Non è il mercato a fare i prezzi bassi. I prezzi maltesi sono politicamente fissati e sussidiati tramite hedging strutturale + sussidi diretti.
- Hedging strutturale – acquisto anticipato a prezzi fissi sui futures
- Sussidi diretti per coprire la differenza
- Prezzi amministrati, non lasciati al mercato
Costo per lo Stato maltese: 350 milioni di euro nel 2022 durante crisi Ucraina, circa 150 milioni nel 2026. Il premier Abela ha detto: Senza aiuti i prezzi salirebbero del 45%.
Quindi Malta non ci guadagna rivendendo. Ci rimette di proposito, con soldi pubblici, per tenere stabile l’economia.
Perché in Italia costa di più se il carburante parte da qui?
In Italia i prezzi oscillano ogni giorno, i rincari si trasmettono subito, i ribassi molto lentamente, e manca una politica strutturata di stabilizzazione come quella maltese.
Il meccanismo delle accise mobili esiste già nella legge italiana dal 2007 ma non viene mai applicato. Il gettito fiscale sui carburanti vale oltre 30 miliardi l’anno.
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L’economia di Malta: piccola isola, grande resilienza
Malta, con appena 316 chilometri quadrati e poco più di 530 mila abitanti, è la più piccola economia dell’Unione Europea, ma anche una delle più dinamiche del Mediterraneo. Dal suo ingresso nella UE nel 2004 e nell’Eurozona nel 2008, il Paese ha trasformato un’economia basata su cantieristica e agricoltura in un modello diversificato e orientato ai servizi.
Nel 2024 il PIL maltese ha superato i 22 miliardi di euro, con una crescita superiore al 4%, ben al di sopra della media europea. Un risultato trainato da tre pilastri fondamentali.
Il primo è il turismo. Con oltre 3 milioni di arrivi l’anno, il settore rappresenta direttamente e indirettamente circa il 25% del PIL. La destagionalizzazione e il turismo linguistico sono diventati strategici.
Il secondo pilastro è l’iGaming e il digitale. Malta è stata la prima in Europa a regolamentare il gioco online e oggi ospita oltre 300 società di betting e casino online, che contribuiscono per circa il 12% del PIL. Attorno a questo ecosistema è cresciuta un’intera filiera tech, fintech e blockchain.
Il terzo è quello dei servizi finanziari, marittimo e manifatturiero. Il registro navale maltese è il più grande d’Europa, l’industria farmaceutica, la manutenzione aeronautica e la produzione di componenti elettronici garantiscono export e occupazione qualificata.
Punto di forza è la fiscalità competitiva e la stabilità politica, che hanno attirato investimenti esteri e migliaia di professionisti stranieri. Il tasso di disoccupazione è tra i più bassi d’Europa, intorno al 3%, ma questo ha creato una forte dipendenza da manodopera estera, che oggi rappresenta oltre il 30% della forza lavoro.
Le sfide non mancano. Essendo un’isola priva di materie prime, Malta importa quasi l’80% di ciò che consuma, compresa l’energia, con costi elevati. L’aumento dei prezzi delle case a La Valletta e Sliema, spinto dalla crescita demografica, sta mettendo in difficoltà i giovani maltesi. La sostenibilità ambientale e la gestione dell’acqua sono questioni cruciali.
Per il futuro il governo punta sulla transizione verde, con investimenti nell’eolico offshore e nell’interconnessione elettrica con la Sicilia, e sull’economia blu. Se riuscirà a bilanciare crescita e sostenibilità, Malta resterà un laboratorio di resilienza economica nel cuore del Mediterraneo.
