Erba. Donne Patto per il Nord rende nota la risposta del Welfare lombardo sul Punto Nascita di Erba: deroga presentata nel 2025 e 2026 senza riscontro nazionale, parere favorevole alla chiusura e un finanziamento regionale mai richiesto.Donne Patto per il Nord rende nota la risposta del Welfare lombardo sul Punto Nascita di Erba: deroga presentata nel 2025 e 2026 senza riscontro nazionale, parere favorevole alla chiusura e un finanziamento regionale mai richiesto. Erba

Erba, Punto Nascita: la risposta del Welfare riapre il caso, deroga senza esito e finanziamento mai richiesto

Donne Patto per il Nord rende nota la risposta del Welfare lombardo sul Punto Nascita di Erba: deroga presentata nel 2025 e 2026 senza riscontro nazionale, parere favorevole alla chiusura e un finanziamento regionale mai richiesto.

 

ERBA (Como) – La vicenda del Punto Nascita dell’Ospedale di Erba non è chiusa. Anzi, la risposta ufficiale della Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia apre nuovi interrogativi. A renderlo noto è Donne Patto per il Nord, che ha diffuso il contenuto delle cinque pagine firmate dal Direttore Generale Welfare, Mario Giovanni Melazzini, in risposta al progetto “Erba. Punto Nascita Territoriale”.

Il nodo centrale riguarda la richiesta di deroga.

La deroga presentata due volte, ma senza valutazione nazionale

Secondo quanto dichiarato dal Welfare, la richiesta di deroga per il mantenimento in attività del Punto Nascita sotto soglia è stata presentata da Regione Lombardia al Comitato Percorso Nascita nazionale il 22 aprile 2025 e successivamente reinoltrata nel 2026. Eppure, lo stesso Comitato nazionale non aveva ancora espresso una valutazione al momento della risposta.

Un elemento che, secondo Donne Patto per il Nord, merita un chiarimento urgente sullo stato aggiornato dell’istruttoria, sugli estremi della seconda trasmissione e sugli eventuali solleciti.

Nel frattempo, l’iter locale si è chiuso con un parere favorevole alla cessazione: il Comitato Percorso Nascita locale di ATS Insubria il 17 settembre 2026 e quello regionale il 22 settembre hanno espresso parere favorevole alla chiusura, senza contemplare un ulteriore periodo di monitoraggio.

Il finanziamento che non è stato valutato

È l’altro passaggio cruciale della risposta regionale. Alla domanda sulla possibile applicazione della funzione di finanziamento non tariffabile prevista dalla programmazione regionale per i punti nascita sotto i 500 parti in condizioni orograficamente difficili, il Welfare risponde che la misura non è attualmente oggetto di valutazione, poiché non è pervenuta alcuna richiesta da parte della proprietà della struttura, del Comitato Percorso Nascita locale o di ATS Insubria.

Donne Patto per il Nord pone la domanda: questa possibilità è stata esclusa perché non applicabile a Erba oppure non è mai stata formalmente approfondita perché nessuno ne ha richiesto la valutazione?

«Non sosteniamo che il finanziamento sia automaticamente ottenibile, ma riteniamo necessario chiarire quali requisiti siano previsti, se il presidio erbese possa possederli e per quali ragioni non sia stata presentata una richiesta», spiegano dal movimento.

Sperimentazione biennale respinta

Nel progetto presentato, Donne Patto per il Nord aveva proposto una sperimentazione territoriale di 24 mesi, con indicatori pubblici e verificabili, per valutare la possibilità di mantenere il servizio.

La Regione ha risposto che il monitoraggio ordinariamente svolto sui punti nascita è ritenuto sufficiente e che non vi è necessità di attivare un’ulteriore sperimentazione.

«Prendiamo atto delle valutazioni espresse dagli organismi competenti e della centralità della sicurezza materno-neonatale. Ma proprio perché si tratta di una decisione che incide sul territorio e sulle famiglie, riteniamo doveroso comprendere se tutte le alternative concretamente percorribili siano state esaminate e sulla base di quali elementi siano state escluse», dichiara Mariangela Correddu, Responsabile Regione Lombardia Donne – Patto per il Nord.

I numeri del Punto Nascita di Erba

La stessa risposta regionale riporta i dati di attività: i parti registrati a Erba sono passati da 441 nel 2023 a 356 nel 2025, con 136 parti nel primo semestre 2026 e una stima non superiore a 250 per l’intero anno. Numeri che impongono una riflessione sui volumi, ma che non escludono, secondo il comitato, la verifica delle possibilità previste dalla programmazione.

Le richieste di Donne Patto per il Nord

Alla luce della risposta, Donne Patto per il Nord intende proseguire la propria iniziativa chiedendo:

chiarimenti sullo stato della richiesta di deroga nazionale;
una verifica formale dei requisiti per accedere all’eventuale finanziamento regionale;
accesso agli atti e alle valutazioni che hanno condotto ai pareri favorevoli alla chiusura;
dati documentati sui tempi di percorrenza, sulla capacità delle strutture alternative e sulla gestione delle emergenze;
un chiarimento sulle alternative organizzative ed economiche eventualmente esaminate.

«Non chiediamo scorciatoie né deroghe automatiche.

Chiediamo che ogni possibilità prevista venga verificata e che ai cittadini siano fornite risposte documentate. Se una strada non è percorribile, vogliamo conoscerne le ragioni; se esiste una possibilità concreta, vogliamo sapere perché non sia stata approfondita. La tutela della sicurezza delle madri e dei neonati deve andare di pari passo con la trasparenza delle decisioni e con l’attenzione alle esigenze del territorio», conclude Correddu.

Fonte Patto per il Nord

Il movimento proseguirà la raccolta firme e trasmetterà le sottoscrizioni agli enti competenti.


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