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Scandalo TASI: i proprietari delle seconde case pagano per il cimitero locale

Servizi cimiteriali a Comacchio (TASI), pagano anche i non residenti

una delle vie in cui c’erano parcheggi liberi e ora…

di Giuseppe Criseo

Comacchio non finisce mai di stupire, dopo le proteste per i posteggi fronte mare a pagamento e gli esercizi commerciali che chiudono per le troppe spese, ora l’ultima scoperta segnalataci da Giancarlo Sartori della associazione Pro.Se.Ca che si batte da tempo assieme a noi di Varese Press ed ora pure con CASADEGLITALIANI, sulle cifre incredibili della TASI pagata dai proprietari di seconde case come riportato dalla delibera Reg. N.7 ( Seduta di seconda convocazione in data 28/02/2019 alle ore 20:0 ):

le risorse provenienti dalla TASI, stimate per effetto delle aliquote di cui al presente atto in €1.700.000,00, garantiscono una copertura pari al 27,63% dei costi complessivi dei seguenti servizi indivisibili, pari ad €6.152.549,00 come desunti dal prospetto sotto riportato

Nella sostanza chi ha una seconda casa a Comacchio contribuisce ai costi di illuminazione ed è comprensibile, ma anche della Polizia Municipale ( che non si vede se non saltuariamente ai Lidi , eccezion fatta per gli ausiliari che paghiamo per farci le multe), ma quello che è più stupefacente sono i servizi alla persona che vorremmo conoscere nel dettaglio visto che paghiamo e udite, udite pure i servizi cimiteriali.

Dubito fortemente che qualche non residente avrà ( speriamo il più tardi possibile) bisogno in futuro del cimitero di Comacchio…

Esclusione dalla TASI

Il Comune con regolamento di cui all’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, può prevedere riduzioni ed esenzioni nel caso di:

a) abitazioni con unico occupante;

b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;

Nel caso dei comuni di natura turistica, Comacchio come altri naturalmente, si potrebbero e dovrebbero incentivare gli ingressi dei turisti che portano denaro che serve a tenere aperte tante attività oltre che contribuire ai bilanci comunali, ma sembra sia solo questo l’aspetto considerato almeno finchè non ci saranno referendum locali che permetteranno ai non residenti di esprimersi oltre ad essere “limoni da spremere”.

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